Grave.
In teoria sarei una donna.
In teoria avrei anche fatto pace coll'idea del tacco, tanto che arrivo a portare zeppa/rocchetto/stiletto alti fino a 10 cm.
Ma il tacco a spillo no.
Mi risulta impossibile. Contronatura quasi.
Non è una questione di lunghezza del tacco, no.
Sono alta 155 centimetri, non penso che 10 o 12 in più facciano sta grande differenza.
Eppure, malgrado i miei grandissimi sforzi verso l'accettazione della femminilità, passare dai tacchetti tondi delle scarpe da calcetto per campi di quarta generazione al tacco unico, mi sembra una chimera.
Un'utopia forse.
Nonché una mancanza di democrazia... d'altronde, se si sta lì un po' a riflettere, non trovo così democratico l'uno e unico alto rispetto al lavorare meno, lavorare tutti!
Sarà meglio un mondo di pigmei di gomma sotto i piedi piuttosto che uno spilungone senza equilibrio?
Sostengo di sì. Anche Ron. Il Gigante e La bambina non finiva bene. Non c'entra niente ma a me piaceva dirlo.
Il mio problema mentale dunque, tornando a noi, è nel rapporto peso altezza.
Per esempio, se osservo le stangone fotomodelle sulla passerella, malgrado indossino tacchi da agorafobia, le trovo naturali nella camminata.
Come se fossero nate con lo spillo sotto il tallone.
Allora ragiono sul fatto che se sei alta mille chilometri ma pesi 20 kg è facile che quel cosetto sotto i piedi ti regga! Mettimelo a me con il triplo del peso e la metà dell'altezza!
Cioè, se metto un ago sotto un palloncino, quello scoppia!
Se venisse da obiettare che il paragone non regge, perché il palloncino scoppia pure con una trave appuntita, diciamo che se poggio una mela su uno stecchino, lo stecchino affonda.
Ecco. col tacco a spillo mi sento così:
una mela, rigorosamente fuji, poggiata in equilibrio, non si bene per quale motivo, su uno stecchino.
Roba da preferire di trovarsi in bocca ad un maiale pronto per essere arrostito.
Insomma, basta che mi fermi un attimo a pensare a come faccia quel cosetto stretto e lungo a reggere una mole tappa e larga che mi viene da cadere in avanti, anche se indosso le scarpe da ginnastica.
Baricentro mentale (località pugliese immaginata dai turisti come realmente non è).
Senza considerare il baricentro spostato "naturalmente" in avanti dall'inclinazione corporea dovuta a caratteristiche fisiche donate da madre natura! Vedi seno prorompente.
Insomma io c'ho provato. 10 cm, mica 12 o 13 senza plateu!
Le ho viste in un negozio, belle, brillanti di luccichini e pietre, eleganti, di quelle che quando le guardi la prima cosa che pensi è "donna".
Bene, le ho prese dallo scaffale (negozio fai-da-te), ho tolto le "pianelle" che portavo in quel momento e ho indossato le vertigine-shoes.
Le ho osservate ai miei piedi:
da seduta ero bellissima. Il piede sembrava più lungo, più aggraziato, il polpaccio rilassato e non gigante, io brillavo di femminilità, ovviamente in prestito, non proprio mia.
Ero sorridente. Quelle scarpe non erano ancora mie ma lo stavano per diventare, 78 euro in autostima.
Quindi, con i capolavori ai piedi, mi sarei voluta alzare per guardarmi allo specchio.
Infatti: quindi con i capolavori ai piedi, ho provato ad alzarmi per guardarmi allo specchio. Ma nulla.
Appena spostato il peso dal sedere al piede ho capito che non ce la potevo fare.
Non è che non riuscivo a camminare con disinvoltura come se non avessi fatto altro nella vita, non riuscivo proprio a stare in equilibrio!
Sembrava che stessi attraversando un ponte di corda sospeso sopra un fosso coi coccodrilli.
Femminilità, autostima, piede lungo, polpaccio rilassato, tutto perso in cinque secondi.
Dov'è il maledetto confine tra la fisica, il sacrificio e l'esperienza?
Perché mi dispiace, non ci credo che sia una questione solo di essere abituati, non è che se sei abituata ce la fai sennò no.
Stare in bilico su quei cosi è una tortura, poggiare il piede sulle punte, come una ballerina consumata (senza dubbio) e tenercelo per tutta una sera, un matrimonio, una maledetta festa, è una sofferenza inestimabile!
Non è "sono abituata"! Un cazzo sei abituata! Ce la fai? Va bene, i miei più vivi complimenti di donna nana tutta tana, si imparano tante cose, come camminare sulle mani, fare le flessioni con i pesi sulla schiena, tenersi appesi per i piedi e tirarsi su, un sacco di cose, si potrà pure imparare a camminare sui tacchi a spillo, no?
Io non ci riesco, me ne faccio anche un po' un cruccio ma non posso farci nulla, mi è proprio impossibile.
Unica cosa: non fatemi credere che non potete fare diversamente perché siete comode solo così, come dire che sopportate solo i perizoma e non gli slip di cotone alla Bridget Jones.
E' fisicamente impossibile.
E disonesto nei confronti degli uomini che poi vi vedranno con la vestaglia e bigodini (perché capiterà, non è che siete immuni dalla vestaglia!)
Abbiate il coraggio di dire che vi ci siete abituate e non fa più tanto male. Vi prego.
Ed io morirò soddisfatta con le zeppe.

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